Arte nel Solstizio d'Estate 2002       Il catalogo


II edizione del Premio Artistico "Festa d'Estate"

Sacro, Misterico, Magico
L'ACQUA

Struttura del Catalogo e testi a cura dell'Associazione Alkaest

Note critiche per gli artisti premiati di Luciano Lepri

 

Trestina, Città di Castello (PG)

21-29 giugno 2002

 

Pubblicazione a cura della Casa Editrice Edimond Città di Castello

Nella Collana "La Voce dell'Arte" diretta da Elisa Chiarenza e Roberto Zambelli

 
 

[ Presentazione ]

 
L’anno scorso fu una scommessa che il Comune di Città di Castello ha voluto sostenere. Una scommessa vinta. Quest’anno è la conferma. Sì, è possibile creare attenzione attorno all’arte anche al di là dei circuiti tradizionali. Anzi, si possono creare nuovi circuiti, quale sta diventando di fatto “Arte nel Solstizio d’Estate”, nei luoghi e negli spazi nuovi a simili esperienze.
Trestina e l’intera vallata confermano la loro vivacità e la loro ambizione di arricchire la vita comunitaria e culturale, unendo la propria capacità organizzativa alla partecipazione attiva delle persone.
L’incontro di un’associazione di settore, come Alkaest, con sodalizi territoriali, come il Comitato Valli del Nestore e la Pro-loco di Trestina, nonché con un editore come Edimond, è un bell’esempio di collaborazione a cui il l’Amministrazione comunale si affianca con entusiasmo, consapevole che l’impegno volontario dei cittadini e la qualità delle proposte siano la chiave di volta vincente per animare le comunità locali sia nel capoluogo della città come nelle singole zone di un territorio vasto come quello di Città di Castello.
L’alto numero degli artisti che hanno aderito ed il livello delle loro proposte danno il segnale di una crescita che rende merito all’intuito e alla intraprendenza di coloro che hanno immaginato e concretizzato l’iniziativa, divenuta non solo per Trestina ma per l’intera Città di Castello un appuntamento di rilievo.

FERNANDA CECCHINI
Sindaco di Città di Castello

L'Associazione Alkaest continua il suo percorso di ricerca e conoscenza.
Il tema di quest'anno, l'ACQUA, mi pare sia stato ben capito e sviscerato sotto molteplici punti di vista dai vari artisti partecipanti.
Dalle "acque primordiali" a quelle profondamente esoteriche ogni pagina di questa pubblicazione riporta una chiara testimonianza di riflessione sviluppata tramite il percorso artistico; commistione di situazioni che rende ben gradita la pubblicazione nella collana "La Voce dell'Arte".
E' infatti un'altra voce che si unisce alle precedenti siano esse di manifestazioni quali la "Prima Biennale di Scultura in Ferro" o monografici come la bell'opera dedicata all'artista Isa di Battista Gorini.
La casa editrice Edimond sta seriamente dimostrando che si possono intraprendere percorsi alternativi ai consueti e si può parlare e diffondere l'arte utilizzando circuiti maggiormente predisposti alla narrativa.
La forza di questi cataloghi sta nella distribuzione libraria nazionale e nella possibilità di una divulgazione reale con chiari punti di riferimento.
Il grave handicap del catalogo d'arte indipendente e "fai da te" è l'enorme difficoltà in primo luogo nel conoscerne l'esistenza, in secondo nella reperibilità. Opere interessanti e di buona qualità restano perse nei meandri dell'arte senza poter assolvere al loro compito: il riscontro informativo. "La Voce dell'Arte" grazie ad una struttura preesistente può essere veramente voce e portare la ricerca di tanti artisti alla volontà di conoscenza di appassionati ma anche solo curiosi che vogliono esplorare il variegato mondo dell'arte.
Questo catalogo fa parte del puzzle di informazioni ed arte che da più di due anni stiamo costruendo insieme; insieme alla direzione artistica ed organizzativa, alla Edimond, ai critici che collaborano, agli artisti, ad un pubblico che ogni giorno di più ci sta seguendo.
Ben vengano quindi le ricerche che possano sempre più allargare gli orizzonti dell'emisfero "Arte".

ROBERTO ZAMBELLI
Direttore Organizzativo “La Voce dell’Arte”

“Noi sogniamo di viaggi per l’universo: ma l’universo non è forse in noi? Noi non conosciamo gli abissi del nostro spirito. La via segreta che conduce all’interno. In noi, e in nessun altro luogo, sta l’eternità con i suoi mondi, il passato ed il futuro”.
Con queste parole del poeta Novalis concludevo il testo che introduceva il catalogo relativo alla prima edizione del premio “Arte nel Solstizio d’Estate” avente come oggetto del Sacro, del Misterico e del Magico la TERRA; e con queste stesse parole, volte a ricordarci come in fondo tutti i viaggi che compiamo per l’universo non sono altro che un viaggio verso la scoperta del nostro più intimo io, mi piace aprire il catalogo che storicizza la seconda edizione di questo premio che, nato già grande, sta consolidando in maniera inequivocabile la sua statura artistica e la sua specifica presenza nel mondo della cultura, proseguendo il suo cammino alla scoperta del Sacro, del Misterico e del Magico nel secondo elemento della serie che è l’ACQUA.
Come Presidente della Giuria – che colgo l’occasione di ringraziare per la competenza, l’impegno e la serietà dimostrata nello svolgimento del delicato e non facile compito – debbo esprimere un doppio plauso: il primo va a tutta l’Associazione Alkaest che con grande coraggio, totale dedizione e notevoli capacità organizzative sta costruendo in questo piccolo centro di Trestina una fucina dove artisti provenienti principalmente da tutta Italia, ma anche da altre nazioni, confrontano le loro poetiche e le loro tecniche in un’avvincente gara creativa ai più alti livelli.
Il secondo doveroso ringraziamento va agli artisti che hanno partecipato a questa edizione per la quale, nella quasi totalità dei casi, hanno elaborato e costruito appositamente l’opera, ancorandola, seppur nelle sue infinite possibilità, al tema e che ci hanno dato, soprattutto, opere di grande qualità artistica, come il presente catalogo eloquentemente illustra.
Così l’ACQUA è stata vista e rappresentata in tante delle sue infinite possibilità espressive, comunicative e simboliche: acqua come fonte di tutte le potenzialità dell’esistenza, come origine e tomba di tutte le cose dell’universo, come prima forma della materia, come “liquido della verifica totale”, come scrive Platone.
Ma l’Acqua come anche simbolo della Grande Madre cui è associata la nascita ed il principio femminile, il grembo universale, la fertilità, ma anche come equivalente della luce, e ancora come elemento fecondante, purificatore, che dà ristoro, che unisce ma può anche dividere; acqua come dimora di esseri soprannaturali e acqua come raffigurazione dell’illusione e della vanità della vita.
Ma c’è una chiave per capire, leggere, interpretare queste, e le numerose altre letture ed interpretazioni che dell’acqua i tantissimi artisti hanno fatto?
La risposta ce la dà Herman Melville che in un passo del suo capolavoro “Moby Dick” così scrive: “Perché gli antichi Persiani consideravano sacro il mare? Perché i greci gli assegnarono un dio a sé, e fratello di Giove? Certo tutto questo non è senza significato. E ancora più profondo è il senso della favola di Narciso, che non potendo afferrare la tormentosa, dolce immagine che vedeva nella fonte vi si immerse e annegò. Ma quella stessa immagine, anche noi la vediamo in tutti i fiumi e oceani. È l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita, e questa è la chiave di tutto”.

LUCIANO LEPRI