Arte nel Solstizio d'Estate 2003       Il catalogo


III edizione del Premio Artistico "Festa d'Estate"

Sacro, Misterico, Magico
L'ARIA

Struttura del Catalogo e testi a cura dell'Associazione Alkaest

Note critiche per gli artisti premiati di Luciano Lepri

 

Trestina, Città di Castello (PG)

21-28 giugno 2003

 

Pubblicazione a cura della Casa Editrice Edimond Città di Castello

Nella Collana "La Voce dell'Arte" diretta da Elisa Chiarenza e Roberto Zambelli

 
 

[ Opere ]

 

...Messaggio...  

Bruno Zieger

 

 

 

 

 

 

 

 

 

zieger2003_7cm_2.jpg (29095 byte)

 

Che aria tira... - 2003

tecnica mista e stampa computerizzata

da originale su tela 

cm. 80x120

RIFLESSIONI MARZO/APRILE 2003 SU "CHE ARIA TIRA"

 

CHE ARIA TIRA...

LEGGO “BOLLE DI SAPONE”DI MICHELE ELMER

VENGO ATTRATTO DA D.BAILLY,

“VANITAS” (1651)

QUELLE BOLLE DI SAPONE, SOSPESE NELL'ARIA,

IMMOBILE,

NON SI VEDE CHI LE HA PRODOTTE,

QUESTO CONTRIBUISCE A CREARE

L'AMBIGUITÀ

TRA FRAGILITÀ ED ETERNITÀ,

 

CHE ARIA TIRA ...

IN ASSENZA D'ARIA C'E'SOLO SILENZIO

NIENTE SUONO, NÉ RUMORE, NÉ GRIDA...

... E SE TORNASSE L'ARIA?

FORSE CAMBIEREMMO LA PARTITURA... 

Bruno Zieger

 

Opera intensa, profonda e colta questa che il bravo pittore venezuelano - ma umbro d'adozione - ha creato andando a cogliere, dell'aria, aspetti, tematiche e significati decisamente originali quanto espressamente metaforici e traslati.

 In questo importante lavoro l'aria assume (pannello a destra di chi guarda) il significato di detto popolare del tipo:"guarda che aria che tira!"; ed in questo caso è un'aria di guerra, con il suo carico di morte, di dolore e sangue.

C'è poi l'altro pannello (a sinistra di chi guarda) dove l'aria assume un'altro simbolico significato traslato, quello di aria musicale; c'è, infatti, uno spartito musicale quasi completamente in bianco, salvo nel pentagramma centrale dove sono fiorite note di morte, di dolore, di disperazione,quasi grida che provengono dall'aria di guerra e che sembrano involarsi verso l'alto, accompagnate e sorrette dal tondo nero, traccia indelebile di un'aria disperata, cui fa da felice e ottimistico contraltare il candido tondo messo come una nota, un'aria di speranzosa valenza in un'opera di grande suggestione e profondo fascino emotivo.

Luciano Lepri

Torna all'indice

 

...Soffio...  

Versi dedicati all’opera “Configurazione”

Sciolze 17-3-2003  

 

 Amo questa leggera brezza  

che già ha in sé

il fiato suadente della notte

una carezza profumata nel buio

sui miei occhi ciechi. 

 

                                       (Antonia)

 

Gianni Gianasso

 

 

gianasso2003_7cm_2.jpg (19519 byte)

 

Configurazione - 2003

acrilico su lino 

cm 80x100

 

Un uniforme sfondo celeste da cui, magicamente, prende forma una bocca dalle labbra carnose atteggiate al soffio; è questa la peronalissima interpretazione che l'ottimo artista torinese ha dato dell'elemento aria, significando in tale atteggiamento una doppia valenza: il soffio visto come fonte di vita (Dio che soffia sulla creatura d'argilla infondendogli la vita), ma anche il soffio visto come suo contrario, ovverosia come immissione di aria all’interno dei polmoni e dunque, anche in questo caso, come gesto vitale.

Luciano Lepri

Torna all'indice

 

Francesca Meocci   

 

meocci2003_7cm_2.jpg (25234 byte)

 

Fili di fuoco nascente 

(Il soffio che nutre) - 2003

Fotografia a colori, 

stampa da negativo

cm. 40 x 50  

Respirare significa scambiare informazioni. Il nostro corpo comunica con l’ambiente esterno (virtualmente, l’intero Universo) e immette energia e vita, informazioni che il Tutto ci prodiga fin dall’inizio del Tempo. Non vivremmo senza respirare e l’inspirazione è nutrimento. Con l’espirazione, poi, il nostro corpo racconta di sé al Tutto di cui esso stesso fa parte. Lo scambio é avvenuto. L’Artista, in questa fotografia, evoca l’impalpabile soffio che nutre, specificando che è fatto di fili di fuoco nascente. La vita é calore; il nutrirsi rende disponibile quell’ energia che, presenza ai limiti della percezione, avvolge e pervade tutte le cose.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)



Torna all'indice

 

...Sogno...  

Una bella ragazza che si riposa e sogna in questa amaca sospesa tra cielo e terra, un'atmosfera magica, silente, eppure inquieta ed essenziale a tratteggiare un'aria che non è movimento o dinamismo ma è riposo, attesa di un qualcosa che poi l'aria porterà e che sveglierà la ragazza, imprimerà movimento all'amaca e, forse, la destinerà o in cielo o in terra:intanto godiamoci questo bel lavoro dove alla finezza e alla pulizia formale del pittore si unisce una attenta introspezione psicologica. 

Luciano Lepri

 

 

 

Mauro Rigacci

 

rigacci_2003_7cm_2.jpg (27526 byte)  

 

Tra cielo e Terra - 2002 

olio su tela 

cm. 100x80

 

Giovambattista Cunsolo 

 

    cunsolo2003_7cm_2.jpg (29337 byte)

 

Afflatus - 2002

tecnica mista su tela

cm 91x101

Sulla Terra, elemento pesante e solido, poggiano saldamente le memorie e i simboli inconsci; la più leggera e fluente Acqua ha il potere di conservarli e farli circolare nel mondo materiale. Quando l’Acqua evapora, queste memorie e simboli salgono per mezzo dell’Aria, che diviene così messaggera, veicolo e tramite, fra il nostro piano di esistenza e i piani più leggeri ed elevati, quelli celesti e spirituali del Fuoco; dai quali memorie, contenuti e simboli ritorneranno purificati al piano materiale, nel percorso inverso della rugiada.

L’opera di Cunsolo ci permette di evidenziare questo importante ruolo che la Tradizione, soprattutto Alchemica, affida all’Elemento Aria, che è possibile cogliere nelle linee serpeggianti del cielo (suggerimento ascensionale; mentre la pura e semplice presenza materiale dell’Aria è suggerita dalla bandierina tesa dalla brezza).

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)


Torna all'indice

 

...Presagio...  

Quando si ha il vago sentore o il presentimento  di qualcosa che sta per accadere, si dice che “...é nell’aria...”

E nell’aria la Montanari ha rappresentato il Destino, in una composizione che rimanda non solo a quello individuale, ma piuttosto ad una rappresentazione maestosa del Fato, al quale nulla si può opporre, nemmeno gli Dei, che nell’antichità erano soggetti anch’essi alle sue leggi imperscrutabili. In accettazione e sapendo che, nella tempesta, possiamo solo attendere l’Arcobaleno, segno di pacificazione fra cielo e Terra, troveremo l’istante di quiete, come il volatile di questo quadro, che non ha una sola piuma fuori posto e pare non essere toccato dal forte vento che piega fortemente i fili d’erba e dai mulinelli d’aria che gli vorticano intorno.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

Maria Luisa Montanari

  

montanari2003_7cm_2.jpg (26217 byte)

 

Nell'Aria...il Destino...

marzo 2003

acrilico su tela

cm. 120 x 80

 

Antonio Rainone

 

rainone_antonio2003_7cm_2.jpg (20754 byte)

 

Aria - febbraio 2003

olio su tela e cornice

cm 50x60

L’Ottaedro è la figura geometrica solida che, secondo la Tradizione, rappresenta l’Aria. L’ottaedro di Rainone pare quasi un giocattolo, e tutto sommato lo é, poiché racchiude Mondi e Geometrie del Grande Gioco universale; non é soltanto un oggetto, ma la materializzazione di un Principio.

Possiamo considerare la terracotta semisepolta come un richiamo al mondo greco dell’antichità, nel quale venne approfondita e si sviluppò l’antica concezione degli Elementi.

Mentre un forte vento piega l’albero e i fili d’erba, lo stelo ed i petali del fiore non sono toccati dal vortice, che potrebbe essere il temporale vortice degli eventi e della storia. Ma la dimensione dei Principi Simbolici é a-temporale. Il fiore non si piega perché ha cinque ed é manifestazione dei significati collegati a questo valore numerico.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)


Torna all'indice

 

...Rinascita...  

Paola Fabbri

 

fabbri2003_7cm_2.jpg (22047 byte)

 

La Fenice

(Augellum credat se in terra volare, dum umbram suam videt in terra)

2003

olio, acrilico e grafite su tela

cm 100x70

 

ARIA

 

Sentire

il respiro forte e profondo della terra

l'energia potente e guaritrice del cielo

dove è l'alto e dove il basso,

le radici sono in cielo

l'oro e l'argento deve fondere,

 questa è la sua missione,

come la Fenice risorgere

e volare via.

                       

Paola Fabbri

 

Sempre attenta al linguaggio dei simboli - anche in questo lavoro ha inserito, in alto a destra, il simbolo alchemico dell'aria - e alla leggibilità del lavoro, la brava pittrice ravennate è riuscita, con una grande capacità di sintesi e al contempo con una felice vena descrittiva, a darci in questa intensa e suggestiva opera una approfondita lettura dell'elemento aria, simbolicamente raffigurata dalla forte figura  dell'uomo in quanto l'aria è considerata mobile, attiva e maschile (in uno dei suoi vari significati) e da quell'avvolgente ramificazione che sta a svelare un'altra delle valenze di questo etereo elemento, che è il suo essere creduta come sottile sfera intermedia tra il regno terreno e quello spirituale, come poeticamente dimostra questa ramificazione che unisce la parte bassa del quadro con la parte alta, contraddistinta da quella leggera striscia color oro a manifestare la linearità e la nobiltà dello spirito.che del resto non può essere che leggero, libero ed incontenibile come, appunto, la stessa aria che é tutta nei bellissimi occhi azzurri dell’uomo.

Luciano Lepri

Torna all'indice

 

...Oro...  

Graciela Arce

 

arce2003_7cm_2.jpg (21301 byte)

L'Aria e il mistero del silenzio - 2003

olio su tela

cm. 90x90

Un’opera da meditare. L’Aria, qui, ha già svolto il suo ruolo messaggero e di tramite, volatile, della purificazione. Nell’intersezione di una X (Croce decussata, che condivide tutta la simbologia della Croce, di punto di comunicazione fra il cielo e la terra) é posto un uovo aureo, inscritto in un Rombo (simbolo di fertilità).

L’uovo al centro é sede di un processo; forse dai due Principi opposti e volatili (lungo l’asse centrale, sopra l’uovo, come a rappresentare ciò che vi é racchiuso) potranno nascere, o meglio ri-nascere, come materializzazioni degli stessi, l’uomo e la donna che guardano al centro. 

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 

È un vorticare di blu, bluastri, celesti, turchini il lavoro del noto pittore umbro, che riesce a creare una forza dinamica non comune, capace appieno di rendere il vorticare ed il fluire dell'aria, ma capace di significare anche, grazie proprio al sapiente uso della gamma dei blu, un'ansia di trascendenza in una intensa ricerca di forze celesti,capaci di turbinare sino al fatale incontro con quelle illuminanti schegge dorate che vagano leggere, ma decise, nella magica atmosfera di questo lavoro.

Luciano Lepri

Raffaele Tarpani

 

tarpani2003_7cm_2.jpg (26576 byte)

 

Sacro, Misterico, Magico: l'Aria - marzo 2003

tecnica mista + foglia d'oro su legno

cm. 100x100

 

Torna all'indice

 

...Aurora...  

Mario Barsotti

 

barsotti2003_7cm_2.jpg (18290 byte)

 

Spazio Libero - 15.03.2003

pastelli a olio su carta

cm 40 x 30

Accanto alle nuvole, in cielo, due maschere. Forse il riflesso della nostra esperienza sul piano materiale. I nostri pensieri sono l’interpretazione che diamo di noi stessi e del mondo; a volte sono qualcosa di diverso da ciò che davvero siamo, cioè la nostra più intima essenza, e spesso ci mascheriamo, credendo in tal modo di essere più funzionali, pur rinunciando in parte a noi stessi.

Lasciamo che quelle maschere vi siano e lasciamo che salgano e volteggino libere.

Quando l’Aria le riporterà a noi purificate, sapremo che l’indossarle é solo una delle strade possibili, e potremo anche guardarle passare, come nuvole.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 

Indubbiamente il bravo artista umbro ha saputo cogliere, in maniera affatto banale e carica di pathos, quello che per molti aspetti si può considerare come il simbolo stesso dell’aria, ovverosia l'aquilone capace di far librare la sua leggerissima struttura fin nelle altezze più sconfinate del cielo; e a ribadire questo concetto di assoluta libertà, significato dall'aquilone, il pittore ha messo in primo piano una sorta di reticolato, di griglia, di graticcio che si sta disfacendo di fronte alla gioiosa, colorata forza della libertà.

Luciano Lepri

Angelo Dottori

 

dottori2003_7cm_2.jpg (22003 byte)

 

Evoluzione di forme e colori - febbraio 2003

acrilico su tela

cm. 90x60

 

Torna all'indice

 

...Rarefazione...  

Maria Luisa Onorati

 

onorati2003_7cm_2.jpg (20505 byte)

Aria - 2003

acrilico e pastello su cartoncino

cm. 70x100

 

In questa interessante opera la, oramai più che promettente, pittrice perugina, è stata capace di rendere con notevoli capacità tecniche, deciso senso dell'equilibrio e soffusa poesia, tutta la leggerezza, la impalpabilità e la voluttuosa energia dell'elemento aria, riuscendo a trasmettere un senso di calma armoniosa, di quiete sognante, di rasserenante serenità dove la sinuosità del movimento che il colore imprime al quadro non è altro che una sorta di muta melodia cangiante e distensiva, lirica e dolcissima.

Luciano Lepri

 

 

Nella mia ricerca artistica il riferimento più diretto é la trasformazione dell'uomo in natura e della natura in uomo. Intendo per uomo l'utilizzo di una serie di elementi che simbolicamente e metaforicamente hanno affinità con esso.

...La materia (carta, legno, cera) inizialmente si mostra e si fonde con frammenti di paesaggio fino ad arrivare all'immagine vera e propria che è quella della "metamorfosi".

“FORME APPESE”, e’ il titolo di quest’opera, dove precarietà ed essenzialità ( tema ricorrente della mia poetica) emergono per rappresentare forme leggere e in continua trasformazione che da uno stato terreno, passano ad uno mobile come l’Aria mostrandosi e fondendosi con essa.

Tiziana Prosperi

 

Tiziana Prosperi

 

prosperi2003_7cm_2.jpg (20738 byte)

 

Forme appese (dittico) - 2003

tecnica mista e cere su tavola

cm. complessivi 100 x 60 

 

Torna all'indice

 

...Mito...  

Alessandro Mussi

 

mussi2003_7cm_2.jpg (21697 byte)

 

Il Caduceo di Hermes prima della caduta - 2002

olio su tela

cm. 80x60

 

 

Dalla Nota al dipinto

 

“[...]nel dipingere questo quadro abbiamo volutamente posto un solo simbolico serpente, per di più non attorcigliato alla sacra verga, bensì ponendolo davanti a essa.

Al tempo senza tempo a cui facciamo riferimento, non vi erano né una, né due simboliche serpi, bensì una Stringa rappresentante la Sapienza Assoluta ed Eterna, la quale aleggiava leggera ovunque.”[...]

Alessandro Mussi

 

 

Ancora una volta l'eccellente pittore milanese ha dimostrato tutto il suo sapere riguardo un certo tipo di cultura volta allo studio e alla conoscenza della filosofia, dell'esoterismo, dei miti e dei simboli, ed ancora una volta è riuscito a creare un'opera di grande valenza artistica grazie alla sua preziosa e personalissima tecnica, al suo originale modo di costruire il quadro, al suo vibrante senso del colore, alla sua prepotente capacità di vagheggiare ed immaginare, prospettando visioni e mondi che sono ora racconti onirici, ora manifestazioni utopiche, ora reminiscenze ancestrali. C'è,in questo lavoro il formarsi del caduceo, le cui ali (ancora da assemblare ma che già vagheggiano nello spazio circostante) simboleggiano la trascendenza e l'aria, dove la verga è il potere che è quello di legare e sciogliere, ma è anche il bene ed il male, la saggezza e la fertilità per questo “bastone dell'araldo” simbolo astronomico di Ermete/Mercurio. È, forse, un lavoro per “iniziati”, ma è comunque un   lavoro di grande fascino e sorprendente magia.

Luciano Lepri


Torna all'indice

 

...Centro...  

Enrica Mogavero

 

mogavero2003_7cm_2.jpg (22863 byte)

 

La Rosa dei Venti - 2003

olio su tela

cm.80x100

 

Da LA ROSA DEI VENTI

 

“È un ricordo lontano, ma nitido nella memoria.

Erano gli anni in cui frequentavo la scuola elementare. La maestra disegnò sulla lavagna la rosa dei venti. Nella mia mente di bambina l'immagine si sovrappose a quella delle rose che fiorivano nel giardino dei nonni. Improvvisamente si delineò nella mia fantasia una rosa strana, grande, immensa che aveva petali di vento. [...]

 

Nella mia opera , intitolata La rosa dei venti,ho cercato di esprimere quelle emozioni, quegli stati d'animo con i colori della natura rimasti nella mia memoria.”

Enrica Mogavero

 

Breve nota esplicativa dell'opera.

 

Cercando l'anima.

Storia di un percorso, della continua ricerca dell'essere.

Anima come spiritualità , affetti, pensieri e volontà.

Anima come aria, intangibile e vitale.

Anima che si muove nell'aria, nello spazio infinito di Sensazioni percettibili.

Giorgio Bellini

Giorgio Bellini

 

bellini2003_7cm_2.jpg (29547 byte)

 

Cercando l'anima - 2003

olio su tela

cm. 60x60

 

Torna all'indice

 

...Parola...  

Dallo scritto “RUAH”

 

“Il Soffio e la Parola si scambiano una mutua assistenza sostenendo l’uno l’emissione dell’altro.

Un Soffio di vita che “Anima l’Anima” e dona all’uomo la parola.

Parola Fecondante, parola prima senza coscienza di sé ora simbolo di fertilità, Parola Germinante che penetra l'orecchio e feconda la mente.

Nel pensare l'opera ho cercato di mettere in evidenza il Dualismo a cui porta il Soffio, ed alla ricchezza della parola.

Ecco la scelta dell'Oro e dell’Argento, principi contrapposti che riconducono all’Uno.

L’Aria è stato lo strumento con cui ho percorso quest'opera.”

Elvio Maccheroni

Elvio Maccheroni

 

maccheroni2003_7cm_2.jpg (28947 byte)

 

Ruah - 3.3.2003

tecnica mista su carta e legno

cm 81x55x28

 

 

Elena Perri

 

perri2003_7cm_2.jpg (23067 byte)

 

Arcobaleno - marzo 2003

acrilico su stoffa e inserimenti con filo

cm. 70x120

 

La luce del Sole, riflessa o rifranta da particelle d’acqua, si decompone nei colori elementari, e si forma l’Arcobaleno. Simbolo antico del “patto” fra Dio (la sfera Celeste) e gli uomini. È nell’Aria che volteggiano le particelle sulle quali agisce la luce. L’Aria é messaggera del “Patto”. Parola scritta con la luce.

Ma Elena Perri potrebbe volerci raccontare che cosa c’é dentro l’arcobaleno, a guardarlo con gli occhi di un bimbo annoiato da una lunga giornata di pioggia: di nuovo il sole, i panni stesi e gli steli d’erba svettanti, fra colori. Di nuovo giocare, all’aria aperta e liberi. Essere nel proprio centro, all’intersezione fra trama e ordito, tessendo ogni istante, stando nella croce. E gli inserimenti di cucito, con il loro richiamo alla tessitura, ci rimandano proprio all’epoca in cui intrecciare fili di tessuto era un gesto impregnato di sacralità.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 


Torna all'indice

 

...Caduta...  

La caduta. E si tratta della caduta per eccellenza. Icaro, il figlio di Dedalo che troppo volle azzardare. L’ascesa verso i regni di Fuoco può essere portata a compimento solo con la necessaria gradualità. Appesantiti dal retaggio materiale, non siamo subito pronti al calore della leggerezza.

La libertà é una conquista difficile da realizzare sia con la fuga precipitosa che con l’ansia frenetica del raggiungimento. È possibile che sia qualcosa come un allontanarsi con criterio, tendendo ad obiettivi confermati dalla consapevolezza, piuttosto che dettati dall’ambizione sfrenata e dalla velleità.

Raggiungere e toccare fisicamente il Sole é prendere le cose alla lettera; accorgersi del Sole che splende in noi é consapevolezza. 

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

Giuseppe Cioccolini

 

cioccolini2003_7cm_2.jpg (27314 byte)

  

Icaro (La caduta) - 1990

assemblaggio legno

cm. 160x40

 

Mariella  Nosè

 

nose2003_7cm_2.jpg (28777 byte)

 

Uccelli abbattuti - 2000

acrilico su carta

cm.73 x 69

 

Scritto sull’Aria

 

“L'aria è elemento di inconsistente aggancio per una mostra di arte figurativa, perché non ha corporeità, ma ecco intervenire quanto l'aria coinvolge nel suo movimento che può essere una semplice foglia staccata dalla pianta e portata in alto a veleggiare nel cielo.

Da questo caso più minuto si può progressivamente passare al movimento vorticoso di un uragano che ha sempre come propulsore l'aria, ma in una condizione quasi irriconoscibile.

L'aria richiama con immediatezza quelli che sono i suoi abitatori: le creature alate che nell'aria si muovono, gli uccelli, le farfalle, creature di labile consistenza e quindi più prossime a questo elemento.”

Mariella Nosè

 

Torna all'indice

 

...Forza...  

Dal testo poetico sugli Elementi “Sono Umano. Sono un Uomo”

 

[...]

Dell’aria, in particolare, non posso fare a meno:

la respiro avidamente, la uso con l mente

per far volare i pensieri

e per trasportare idealmente

su di una piuma la cellula UOMO.

 

Francesco Ferlisi

 

Francesco Ferlisi

 

ferlisi2003_7cm_2.jpg (19487 byte)

 

Dall'Aria...la Vita - 2003

olio su tela

cm 100x70

In questo bel lavoro del pittore romano c'è tutto; tutto quanto riguarda l'aria con le sue simbologie, i suoi colori, i suoi misteri, le sue alchimie, i suoi significati traslati ed espliciti; in questo lavoro c'è la costruzione formale, il bell'accostamento di toni, la puntuale osservazione dell'equilibrio magico dell'elemento capace di combinarsi, pur nel rispetto dei segni e dei simboli, con una personale, quanto geniale,interpretazione che il pittore riesce a dare in virtù di una tecnica e di una capacità espressiva non comune; in questo.lavoro c'è l'immancabile pallina rossa (come non pensare che sia un po’ la materializzazione geometrica dell'autore) che riesce ad essere sempre il centro gravitazionale del tutto; in questo lavoro c'è la poesia con quella piuma che vola leggera portando la rossa pallina, ma che a me piace leggere invece come un soffice spruzzo che la pallina fa, nel cascare in quell'azzurro mare di aria.

Luciano Lepri


Torna all'indice

 

...Forma...  

Jeanfilip (Gianluigi Filippini)

 

jeanfilip2003_02_7cm_2.jpg (21980 byte)

  

Traccia verde - 2003

olio su tela

cm 100x120

 

TRACCIA VERDE 10/03/03

 

A volte non si riesce ad attribuire il giusto valore ad elementi che nella nostra quotidianità hanno un’importanza vitale.

L’aria è un elemento impalpabile ed impercettibile.

Solo la luce riesce a cogliere visivamente il suo aspetto, ed attraverso la stessa si svela la sua totale esistenza.

Gli Impressionisti attraverso il colore sono riusciti a trasmettere il suo calore ed energia.

La composizione Astratta rappresenta la sua impercettibilità, il colore blu e le forme sono associate all'aria, ricordando la sua leggerezza e potenza, ma inserito sopra una base materica prendono coscienza della sua totale realtà.

La Traccia Verde, attraverso la materia cerca lo spazio per librarsi nell'aria.

Jeanfilip

 

È sempre sorprendente osservare come l'ottimo pittore, oramai umbro di adozione, riesca a centrare significato, senso e valori dei soggetti con i quali si pone a confronto, mantenendo, sostanzialmente inalterato quello che, oramai, da anni è il suo mondo poetico ed espressivo, è così anche per l'aria è riuscito a dar vita ad una immagine di grande suggestione ed intenso lirismo dove questo vitale elemento scisso, scomposto, sezionato, segmentato, penetra e compenetra un universo del quale, al contempo, riesce ad essere attore e spettatore.

Luciano Lepri

Giorgio Ricci

 

ricci_giorgio2003_02bis_2.jpg (30027 byte)

 

Di là dai cieli - 2003

smalto, acrilico e inchiostri su tavola

cm 87x97

 

 

Torna all'indice

 

...Vortice...  

 

Un vortice d’Aria. Un Tornado impetuoso. La pittura gestuale dell’Artista rende bene la forza incontrastabile del fenomeno naturale, ma il suo obiettivo é un altro e, del vento, proprio nel momento in cui esprime al massimo la drammaticità della sua azione, che può essere devastante e letale, ci invita a constatare i colori.

Dunque, non siamo di fronte ad un pericolo, ma siamo di fronte ad un aspetto.

Il Titolo non nasconde il gesto dell’artista dietro una metafora Simbolica, non narra una storia, ma testimonia la presenza dei colori nel vortice. Pare volerci dire: é una tela, sono colori; ce li ho messi io; e, per metterceli, io stessa sono stata Aria e la mia mano era il Vortice.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

Demo

 

demo2003_7cm_2.jpg (23509 byte)

<