Arte nel Solstizio
d'Estate
2003
Il catalogo |
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III edizione del Premio Artistico "Festa d'Estate"
Sacro, Misterico, Magico
L'ARIA
Struttura del Catalogo e testi
a cura dell'Associazione Alkaest
Note critiche per gli artisti
premiati di Luciano Lepri
Trestina, Città di Castello (PG)
21-28 giugno 2003
Pubblicazione a cura della Casa
Editrice Edimond Città di Castello
Nella Collana "La Voce
dell'Arte" diretta da Elisa Chiarenza e Roberto Zambelli |
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...Messaggio... |
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Bruno
Zieger

Che aria
tira...
- 2003
tecnica mista
e stampa computerizzata
da originale
su tela
cm. 80x120 |
RIFLESSIONI
MARZO/APRILE 2003 SU "CHE ARIA TIRA"
CHE ARIA
TIRA...
LEGGO “BOLLE
DI SAPONE”DI MICHELE ELMER
VENGO
ATTRATTO DA D.BAILLY,
“VANITAS”
(1651)
QUELLE BOLLE
DI SAPONE, SOSPESE NELL'ARIA,
IMMOBILE,
NON SI VEDE
CHI LE HA PRODOTTE,
QUESTO
CONTRIBUISCE A CREARE
L'AMBIGUITÀ
TRA FRAGILITÀ
ED ETERNITÀ,
CHE ARIA TIRA
...
IN ASSENZA
D'ARIA C'E'SOLO SILENZIO
NIENTE SUONO,
NÉ RUMORE, NÉ GRIDA...
... E SE
TORNASSE L'ARIA?
FORSE
CAMBIEREMMO LA PARTITURA...
Bruno
Zieger
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Opera
intensa, profonda e colta questa che il
bravo pittore venezuelano - ma umbro
d'adozione - ha creato andando a cogliere,
dell'aria, aspetti, tematiche e significati
decisamente originali quanto espressamente
metaforici e traslati.
In questo
importante lavoro l'aria assume (pannello a
destra di chi guarda) il significato di
detto popolare del tipo:"guarda che aria che
tira!"; ed in questo caso è un'aria di
guerra, con il suo carico di morte, di
dolore e sangue.
C'è poi
l'altro pannello (a sinistra di chi guarda)
dove l'aria assume un'altro simbolico
significato traslato, quello di aria
musicale; c'è, infatti, uno spartito
musicale quasi completamente in bianco,
salvo nel pentagramma centrale dove sono
fiorite note di morte, di dolore, di
disperazione,quasi grida che provengono
dall'aria di guerra e che sembrano involarsi
verso l'alto, accompagnate e sorrette dal
tondo nero, traccia indelebile di un'aria
disperata, cui fa da felice e ottimistico
contraltare il candido tondo messo come una
nota, un'aria di speranzosa valenza in
un'opera di grande suggestione e profondo
fascino emotivo.
Luciano Lepri
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Versi
dedicati all’opera “Configurazione”
Sciolze
17-3-2003
Amo questa leggera brezza
che già ha in
sé
il fiato
suadente della notte
una carezza
profumata nel buio
sui miei
occhi ciechi.
(Antonia)
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Gianni Gianasso

Configurazione -
2003
acrilico su lino
cm 80x100
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Un uniforme
sfondo celeste da cui, magicamente, prende
forma una bocca dalle labbra carnose
atteggiate al soffio; è questa la
peronalissima interpretazione che l'ottimo
artista torinese ha dato dell'elemento aria,
significando in tale atteggiamento una
doppia valenza: il soffio visto come fonte
di vita (Dio che soffia sulla creatura
d'argilla infondendogli la vita), ma anche
il soffio visto come suo contrario,
ovverosia come immissione di aria
all’interno dei polmoni e dunque, anche in
questo caso, come gesto vitale.
Luciano Lepri
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Francesca
Meocci
Fili di
fuoco nascente
(Il soffio
che nutre) - 2003
Fotografia a
colori,
stampa da
negativo
cm. 40 x 50
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Respirare
significa scambiare informazioni. Il nostro
corpo comunica con l’ambiente esterno
(virtualmente, l’intero Universo) e immette
energia e vita, informazioni
che il Tutto ci prodiga fin dall’inizio del
Tempo. Non vivremmo senza respirare e l’inspirazione
è nutrimento. Con l’espirazione,
poi, il nostro corpo racconta di sé al Tutto
di cui esso stesso fa parte. Lo scambio é
avvenuto. L’Artista, in questa fotografia,
evoca l’impalpabile soffio che nutre,
specificando che è fatto di fili di fuoco
nascente. La vita é calore; il nutrirsi
rende disponibile quell’ energia che,
presenza ai limiti della percezione, avvolge
e pervade tutte le cose.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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Una bella
ragazza che si riposa e sogna in questa
amaca sospesa tra cielo e terra,
un'atmosfera magica, silente, eppure
inquieta ed essenziale a tratteggiare
un'aria che non è movimento o dinamismo ma è
riposo, attesa di un qualcosa che poi l'aria
porterà e che sveglierà la ragazza,
imprimerà movimento all'amaca e, forse, la
destinerà o in cielo o in terra:intanto
godiamoci questo bel lavoro dove alla
finezza e alla pulizia formale del pittore
si unisce una attenta introspezione
psicologica.
Luciano Lepri
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Mauro Rigacci
Tra cielo e
Terra - 2002
olio su tela
cm. 100x80 |
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Giovambattista
Cunsolo

Afflatus -
2002
tecnica mista
su tela
cm 91x101 |
Sulla Terra,
elemento pesante e solido, poggiano
saldamente le memorie e i simboli inconsci;
la più leggera e fluente Acqua ha il potere
di conservarli e farli circolare nel mondo
materiale. Quando l’Acqua evapora, queste
memorie e simboli salgono per mezzo
dell’Aria, che diviene così messaggera,
veicolo e tramite, fra il nostro piano di
esistenza e i piani più leggeri ed elevati,
quelli celesti e spirituali del Fuoco; dai
quali memorie, contenuti e simboli
ritorneranno purificati al piano materiale,
nel percorso inverso della rugiada.
L’opera di Cunsolo ci
permette di evidenziare questo importante
ruolo che la Tradizione, soprattutto
Alchemica, affida all’Elemento Aria, che è
possibile cogliere nelle linee serpeggianti
del cielo (suggerimento ascensionale; mentre
la pura e semplice presenza materiale
dell’Aria è suggerita dalla bandierina tesa
dalla brezza).
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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Quando si ha
il vago sentore o il presentimento di
qualcosa che sta per accadere, si dice che
“...é nell’aria...”
E nell’aria la
Montanari ha rappresentato il Destino, in
una composizione che rimanda non solo a
quello individuale, ma piuttosto ad una
rappresentazione maestosa del Fato,
al quale nulla si può opporre, nemmeno gli
Dei, che nell’antichità erano soggetti
anch’essi alle sue leggi imperscrutabili. In
accettazione e sapendo che, nella tempesta,
possiamo solo attendere l’Arcobaleno, segno
di pacificazione fra cielo e Terra,
troveremo l’istante di quiete, come il
volatile di questo quadro, che non ha
una sola piuma fuori posto e pare non essere
toccato dal forte vento che piega fortemente
i fili d’erba e dai mulinelli d’aria che gli
vorticano intorno.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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Maria
Luisa
Montanari

Nell'Aria...il
Destino...
marzo 2003
acrilico su
tela
cm. 120 x 80 |
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Antonio
Rainone
Aria -
febbraio 2003
olio su tela e
cornice
cm 50x60
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L’Ottaedro è la figura
geometrica solida che, secondo la
Tradizione, rappresenta l’Aria. L’ottaedro
di Rainone pare quasi un giocattolo, e tutto
sommato lo é, poiché racchiude Mondi e
Geometrie del Grande Gioco universale; non é
soltanto un oggetto, ma la materializzazione
di un Principio.
Possiamo
considerare la terracotta semisepolta come
un richiamo al mondo greco dell’antichità,
nel quale venne approfondita e si sviluppò
l’antica concezione degli Elementi.
Mentre un forte vento piega l’albero e i
fili d’erba, lo stelo ed i petali del fiore
non sono toccati dal vortice, che potrebbe
essere il temporale vortice degli
eventi e della storia. Ma la dimensione dei
Principi Simbolici é a-temporale. Il
fiore non si piega perché ha cinque
ed é manifestazione dei significati
collegati a questo valore numerico.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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...Rinascita... |
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Paola
Fabbri

La Fenice
(Augellum
credat se in terra volare, dum umbram suam
videt in terra)
2003
olio, acrilico
e grafite su tela
cm 100x70
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ARIA
Sentire
il respiro
forte e profondo della terra
l'energia
potente e guaritrice del cielo
dove è l'alto
e dove il basso,
le radici
sono in cielo
l'oro e
l'argento deve fondere,
questa è la
sua missione,
come la
Fenice risorgere
e volare via.
Paola Fabbri
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Sempre attenta
al linguaggio dei simboli - anche in questo
lavoro ha inserito, in alto a destra, il
simbolo alchemico dell'aria - e alla
leggibilità del lavoro, la brava pittrice
ravennate è riuscita, con una grande
capacità di sintesi e al contempo con una
felice vena descrittiva, a darci in questa
intensa e suggestiva opera una approfondita
lettura dell'elemento aria, simbolicamente
raffigurata dalla forte figura dell'uomo in
quanto l'aria è considerata mobile, attiva e
maschile (in uno dei suoi vari significati)
e da quell'avvolgente ramificazione che sta
a svelare un'altra delle valenze di questo
etereo elemento, che è il suo essere creduta
come sottile sfera intermedia tra il regno
terreno e quello spirituale, come
poeticamente dimostra questa ramificazione
che unisce la parte bassa del quadro con la
parte alta, contraddistinta da quella
leggera striscia color oro a manifestare la
linearità e la nobiltà dello spirito.che del
resto non può essere che leggero, libero ed
incontenibile come, appunto, la stessa aria
che é tutta nei bellissimi occhi azzurri
dell’uomo.
Luciano Lepri
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Graciela Arce

L'Aria e il
mistero del silenzio - 2003
olio su tela
cm. 90x90 |
Un’opera da meditare.
L’Aria, qui, ha già svolto il suo ruolo
messaggero e di tramite, volatile, della
purificazione. Nell’intersezione di una X (Croce
decussata, che condivide tutta la
simbologia della Croce, di punto di
comunicazione fra il cielo e la terra) é
posto un uovo aureo, inscritto in un Rombo
(simbolo di fertilità).
L’uovo al
centro é sede di un processo; forse dai due
Principi opposti e volatili (lungo
l’asse centrale, sopra l’uovo, come a
rappresentare ciò che vi é racchiuso)
potranno nascere, o meglio ri-nascere, come
materializzazioni degli stessi, l’uomo e la
donna che guardano al centro.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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È un vorticare di blu,
bluastri, celesti, turchini il lavoro del
noto pittore umbro, che riesce a creare una
forza dinamica non comune, capace appieno di
rendere il vorticare ed il fluire dell'aria,
ma capace di significare anche, grazie
proprio al sapiente uso della gamma dei blu,
un'ansia di trascendenza in una intensa
ricerca di forze celesti,capaci di turbinare
sino al fatale incontro con quelle
illuminanti schegge dorate che vagano
leggere, ma decise, nella magica atmosfera
di questo lavoro.
Luciano Lepri |
Raffaele
Tarpani

Sacro,
Misterico, Magico: l'Aria - marzo 2003
tecnica mista
+ foglia d'oro su legno
cm. 100x100 |
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Mario
Barsotti

Spazio
Libero - 15.03.2003
pastelli a
olio su carta
cm 40 x 30 |
Accanto alle
nuvole, in cielo, due maschere. Forse il
riflesso della nostra esperienza sul piano
materiale. I nostri pensieri sono
l’interpretazione che diamo di noi stessi e
del mondo; a volte sono qualcosa di diverso
da ciò che davvero siamo, cioè la nostra più
intima essenza, e spesso ci mascheriamo,
credendo in tal modo di essere più
funzionali, pur rinunciando in parte a noi
stessi.
Lasciamo che
quelle maschere vi siano e lasciamo che
salgano e volteggino libere.
Quando l’Aria le riporterà a noi purificate,
sapremo che l’indossarle é solo una delle
strade possibili, e potremo anche guardarle
passare, come nuvole.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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Indubbiamente il bravo
artista umbro ha saputo cogliere, in maniera
affatto banale e carica di pathos, quello
che per molti aspetti si può considerare
come il simbolo stesso dell’aria, ovverosia
l'aquilone capace di far librare la sua
leggerissima struttura fin nelle altezze più
sconfinate del cielo; e a ribadire questo
concetto di assoluta libertà, significato
dall'aquilone, il pittore ha messo in primo
piano una sorta di reticolato, di griglia,
di graticcio che si sta disfacendo di fronte
alla gioiosa, colorata forza della libertà.
Luciano Lepri |
Angelo
Dottori

Evoluzione
di forme e colori - febbraio 2003
acrilico su
tela
cm. 90x60 |
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Maria Luisa Onorati
Aria -
2003
acrilico e
pastello su cartoncino
cm. 70x100
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In questa
interessante opera la, oramai più che
promettente, pittrice perugina, è stata
capace di rendere con notevoli capacità
tecniche, deciso senso dell'equilibrio e
soffusa poesia, tutta la leggerezza, la
impalpabilità e la voluttuosa energia
dell'elemento aria, riuscendo a trasmettere
un senso di calma armoniosa, di quiete
sognante, di rasserenante serenità dove la
sinuosità del movimento che il colore
imprime al quadro non è altro che una sorta
di muta melodia cangiante e distensiva,
lirica e dolcissima.
Luciano Lepri
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Nella mia ricerca
artistica il riferimento più diretto é la
trasformazione dell'uomo in natura e della
natura in uomo. Intendo per uomo l'utilizzo
di una serie di elementi che simbolicamente
e metaforicamente hanno affinità con esso.
...La materia (carta, legno, cera)
inizialmente si mostra e si fonde con
frammenti di paesaggio fino ad arrivare
all'immagine vera e propria che è quella
della "metamorfosi".
“FORME APPESE”,
e’ il titolo di quest’opera, dove
precarietà ed essenzialità ( tema
ricorrente della mia poetica) emergono per
rappresentare forme leggere e in continua
trasformazione che da uno stato terreno,
passano ad uno mobile come l’Aria
mostrandosi e fondendosi con essa.
Tiziana Prosperi
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Tiziana
Prosperi

Forme
appese (dittico) - 2003
tecnica mista
e cere su tavola
cm.
complessivi 100 x 60 |
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Alessandro
Mussi

Il Caduceo
di Hermes prima della caduta - 2002
olio su tela
cm. 80x60
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Dalla
Nota al dipinto
“[...]nel
dipingere questo quadro abbiamo volutamente
posto un solo simbolico serpente, per di più
non attorcigliato alla sacra verga, bensì
ponendolo davanti a essa.
Al tempo senza
tempo a cui facciamo riferimento, non vi
erano né una, né due simboliche serpi, bensì
una Stringa rappresentante la Sapienza
Assoluta ed Eterna, la quale aleggiava
leggera ovunque.”[...]
Alessandro Mussi
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Ancora una
volta l'eccellente pittore milanese ha
dimostrato tutto il suo sapere riguardo un
certo tipo di cultura volta allo studio e
alla conoscenza della filosofia, dell'esoterismo,
dei miti e dei simboli, ed ancora una volta
è riuscito a creare un'opera di grande
valenza artistica grazie alla sua preziosa e
personalissima tecnica, al suo originale
modo di costruire il quadro, al suo vibrante
senso del colore, alla sua prepotente
capacità di vagheggiare ed immaginare,
prospettando visioni e mondi che sono ora
racconti onirici, ora manifestazioni
utopiche, ora reminiscenze ancestrali.
C'è,in questo lavoro il formarsi del
caduceo, le cui ali (ancora da assemblare ma
che già vagheggiano nello spazio
circostante) simboleggiano la trascendenza e
l'aria, dove la verga è il potere che è
quello di legare e sciogliere, ma è anche il
bene ed il male, la saggezza e la fertilità
per questo “bastone dell'araldo” simbolo
astronomico di Ermete/Mercurio. È, forse, un
lavoro per “iniziati”, ma è comunque un
lavoro di grande fascino e sorprendente
magia.
Luciano Lepri |
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...Centro... |
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Enrica
Mogavero

La Rosa dei
Venti - 2003
olio su tela
cm.80x100 |
Da LA ROSA DEI
VENTI
“È un ricordo lontano,
ma nitido nella memoria.
Erano gli anni
in cui frequentavo la scuola elementare. La
maestra disegnò sulla lavagna la rosa dei
venti. Nella mia mente di bambina l'immagine
si sovrappose a quella delle rose che
fiorivano nel giardino dei nonni.
Improvvisamente si delineò nella mia
fantasia una rosa strana, grande, immensa
che aveva petali di vento. [...]
Nella mia
opera , intitolata La rosa dei venti,ho
cercato di esprimere quelle emozioni, quegli
stati d'animo con i colori della natura
rimasti nella mia memoria.”
Enrica Mogavero |
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Breve nota esplicativa
dell'opera.
Cercando l'anima.
Storia di un percorso,
della continua ricerca dell'essere.
Anima come
spiritualità , affetti, pensieri e volontà.
Anima come aria,
intangibile e vitale.
Anima che si
muove nell'aria, nello spazio infinito di
Sensazioni percettibili.
Giorgio Bellini |
Giorgio
Bellini

Cercando
l'anima - 2003
olio su tela
cm. 60x60 |
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Dallo scritto
“RUAH”
“Il Soffio e la
Parola si scambiano una mutua
assistenza sostenendo l’uno l’emissione
dell’altro.
Un Soffio di vita che
“Anima l’Anima” e dona all’uomo la
parola.
Parola
Fecondante,
parola prima senza coscienza di sé ora
simbolo di fertilità, Parola Germinante
che penetra l'orecchio e feconda la mente.
Nel pensare l'opera ho
cercato di mettere in evidenza il
Dualismo a cui porta il Soffio, ed alla
ricchezza della parola.
Ecco la scelta dell'Oro
e dell’Argento, principi contrapposti
che riconducono all’Uno.
L’Aria
è stato lo strumento con cui ho percorso
quest'opera.”
Elvio Maccheroni |
Elvio
Maccheroni
Ruah -
3.3.2003
tecnica mista
su carta e legno
cm 81x55x28
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Elena Perri
Arcobaleno
- marzo 2003
acrilico su
stoffa e inserimenti con filo
cm. 70x120
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La luce del
Sole, riflessa o rifranta da particelle
d’acqua, si decompone nei colori elementari,
e si forma l’Arcobaleno. Simbolo antico del
“patto” fra Dio (la sfera Celeste) e gli
uomini. È nell’Aria che volteggiano le
particelle sulle quali agisce la luce.
L’Aria é messaggera del “Patto”. Parola
scritta con la luce.
Ma Elena Perri
potrebbe volerci raccontare che cosa c’é
dentro l’arcobaleno, a guardarlo con gli
occhi di un bimbo annoiato da una lunga
giornata di pioggia: di nuovo il sole, i
panni stesi e gli steli d’erba svettanti,
fra colori. Di nuovo giocare, all’aria
aperta e liberi. Essere nel proprio
centro, all’intersezione fra trama e
ordito, tessendo ogni istante, stando
nella croce. E gli inserimenti di
cucito, con il loro richiamo alla
tessitura, ci rimandano proprio
all’epoca in cui intrecciare fili di tessuto
era un gesto impregnato di sacralità.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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La caduta. E
si tratta della caduta per
eccellenza. Icaro, il figlio di Dedalo che
troppo volle azzardare. L’ascesa verso i
regni di Fuoco può essere portata a
compimento solo con la necessaria
gradualità. Appesantiti dal retaggio
materiale, non siamo subito pronti al
calore della leggerezza.
La libertà é
una conquista difficile da realizzare sia
con la fuga precipitosa che con l’ansia
frenetica del raggiungimento. È possibile
che sia qualcosa come un allontanarsi con
criterio, tendendo ad obiettivi
confermati dalla consapevolezza, piuttosto
che dettati dall’ambizione sfrenata e dalla
velleità.
Raggiungere e
toccare fisicamente il Sole é
prendere le cose alla lettera; accorgersi
del Sole che splende in noi é
consapevolezza.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
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Giuseppe
Cioccolini
Icaro (La
caduta) - 1990
assemblaggio
legno
cm. 160x40 |
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Mariella
Nosè

Uccelli
abbattuti - 2000
acrilico su
carta
cm.73 x 69
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Scritto sull’Aria
“L'aria è
elemento di inconsistente aggancio per una
mostra di arte figurativa, perché non ha
corporeità, ma ecco intervenire quanto
l'aria coinvolge nel suo movimento che può
essere una semplice foglia staccata dalla
pianta e portata in alto a veleggiare nel
cielo.
Da questo caso
più minuto si può progressivamente passare
al movimento vorticoso di un uragano che ha
sempre come propulsore l'aria, ma in una
condizione quasi irriconoscibile.
L'aria
richiama con immediatezza quelli che sono i
suoi abitatori: le creature alate che
nell'aria si muovono, gli uccelli, le
farfalle, creature di labile consistenza e
quindi più prossime a questo elemento.”
Mariella Nosè |
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Dal testo
poetico sugli Elementi “Sono Umano. Sono
un Uomo”
[...]
Dell’aria,
in particolare, non posso fare a meno:
la respiro
avidamente, la uso con l mente
per far volare
i pensieri
e per
trasportare idealmente
su di una piuma la
cellula UOMO.
Francesco Ferlisi
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Francesco Ferlisi

Dall'Aria...la
Vita - 2003
olio su tela
cm 100x70 |
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In questo bel
lavoro del pittore romano c'è tutto; tutto
quanto riguarda l'aria con le sue
simbologie, i suoi colori, i suoi misteri,
le sue alchimie, i suoi significati traslati
ed espliciti; in questo lavoro c'è la
costruzione formale, il bell'accostamento di
toni, la puntuale osservazione
dell'equilibrio magico dell'elemento capace
di combinarsi, pur nel rispetto dei segni e
dei simboli, con una personale, quanto
geniale,interpretazione che il pittore
riesce a dare in virtù di una tecnica e di
una capacità espressiva non comune; in
questo.lavoro c'è l'immancabile pallina
rossa (come non pensare che sia un po’ la
materializzazione geometrica dell'autore)
che riesce ad essere sempre il centro
gravitazionale del tutto; in questo lavoro
c'è la poesia con quella piuma che vola
leggera portando la rossa pallina, ma che a
me piace leggere invece come un soffice
spruzzo che la pallina fa, nel cascare in
quell'azzurro mare di aria.
Luciano Lepri |
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Jeanfilip (Gianluigi Filippini)
Traccia
verde - 2003
olio su tela
cm 100x120
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TRACCIA VERDE
10/03/03
A volte
non si riesce ad attribuire il giusto valore
ad elementi che nella nostra quotidianità
hanno un’importanza vitale.
L’aria è
un elemento impalpabile ed impercettibile.
Solo la
luce riesce a cogliere visivamente il suo
aspetto, ed attraverso la stessa si svela la
sua totale esistenza.
Gli
Impressionisti attraverso il colore sono
riusciti a trasmettere il suo calore ed
energia.
La
composizione Astratta rappresenta la sua
impercettibilità, il colore blu e le forme
sono associate all'aria, ricordando la sua
leggerezza e potenza, ma inserito sopra una
base materica prendono coscienza della sua
totale realtà.
La Traccia
Verde, attraverso la materia cerca lo spazio
per librarsi nell'aria.
Jeanfilip |
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È sempre
sorprendente osservare come l'ottimo
pittore, oramai umbro di adozione, riesca a
centrare significato, senso e valori dei
soggetti con i quali si pone a confronto,
mantenendo, sostanzialmente inalterato
quello che, oramai, da anni è il suo mondo
poetico ed espressivo, è così anche per
l'aria è riuscito a dar vita ad una immagine
di grande suggestione ed intenso lirismo
dove questo vitale elemento scisso,
scomposto, sezionato, segmentato, penetra e
compenetra un universo del quale, al
contempo, riesce ad essere attore e
spettatore.
Luciano Lepri |
Giorgio
Ricci

Di là dai
cieli - 2003
smalto,
acrilico e inchiostri su tavola
cm 87x97
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Un vortice d’Aria. Un
Tornado impetuoso. La pittura gestuale
dell’Artista rende bene la forza
incontrastabile del fenomeno naturale, ma il
suo obiettivo é un altro e, del vento,
proprio nel momento in cui esprime al
massimo la drammaticità della sua azione,
che può essere devastante e letale, ci
invita a constatare i colori.
Dunque, non
siamo di fronte ad un pericolo, ma
siamo di fronte ad un aspetto.
Il Titolo non
nasconde il gesto dell’artista dietro
una metafora Simbolica, non narra una
storia, ma testimonia la presenza dei
colori nel vortice. Pare volerci dire: é una
tela, sono colori; ce li ho messi io; e, per
metterceli, io stessa sono stata Aria e la
mia mano era il Vortice.
Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)
|
Lù
Demo

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