Arte nel Solstizio d'Estate 2004       Il catalogo


IV edizione del Premio Artistico "Festa d'Estate"

Sacro, Misterico, Magico
IL FUOCO

Note critiche per gli artisti premiati di Elisa Chiarenza

e Alessia Bura castellini

Struttura del Catalogo e altri testi 

a cura dell'Associazione Alkaest

 

Trestina, Città di Castello (PG)

19 - 27 giugno 2004

 

Pubblicazione a cura della Casa Editrice Edimond Città di Castello

Nella Collana "La Voce dell'Arte" diretta da Elisa Chiarenza e Roberto Zambelli

 
 

[ Opere ]

 

...Spirito...  

Sergio Saccomandi

 

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Rogo - 1997

Acrilico, con inserzione di una acquaforte

 eseguita in precedenza (1885) 

raffigurante la Cappella del Guarini

cm. 108 x 77

 

Oltre al ricordo del tragico evento del 1997 in cui un incendio ha danneggiato la cappella del Guarini, il fuoco più volte entra nella storia della Sindone: da me intesa solo come un rimando a Dio.

Mi domando: e se tutto questo non fosse uno dei tanti segni divini per farci comprendere a quale direzione tendere?

L’uomo oggi crede di arrivare alla salvezza confidando nel potere – economia – scienza … mentre dovrebbe giocarsi la vita sul piano dell’essere.

Essere o non essere, questo è il vero problema.

Sergio Saccomandi

Attraverso una tematica più volte affrontata, Saccomandi si avvicina al tema del Fuoco mediante l’altalenante riferimento storico e contemporaneo. Di matrice figurativa l’opera, pittoricamente perfetta, “Il Rogo” si presenta concettualmente suddivisa tra la quotidianità e il  sacro mistero evidenziandone simultaneamente alcuni particolari dell’uno e dell’altro come chiaro riferimento iconografico. Un significato profondo si addebita a quest’opera il quale si fa istanza di un messaggio grottesco in cui l’idea del progresso affonda davanti alla negazione di se stesso e  in cui le potenzialità della logica divina si salvano dal cerchio del Fuoco, in questo caso dall’aspetto negativo come forza che distrugge e divora, in cui i fenomeni del mondo fisico soccombono al soprannaturale; la Sacra Sindone è ancora al suo posto a testimoniare la sofferenza di un uomo sgomento, a testimoniare la sofferenza del mondo che potrebbe essere migliore; il Rogo…dei nostri cuori, il Rogo della passione, il Rogo della rabbia si concentrano al centro dell’opera evidenziandone la parte focale dove lo spettatore si possa riflettere per interrogare la propria coscienza, e dove l’artista ci spinge a non dover mai perdere di vista quei valori che fanno della nostra vita un’avventura meravigliosa.

Elisa Chiarenza


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...Origine...  

La Terra ha un Cuore di Fuoco: definiamo col termine “magma” le masse laviche incandescenti che percorrono le sue profondità e che fanno pensare al Caos, ad uno stato che precede la forma compiuta. Quest’opera, nel trattare il Fuoco, sintetizza il cammino che gli artisti hanno percorso, insieme ad Alkaest, in quattro anni attraverso i quattro Elementi e, con sensibilità naturalistica, li rende, tutti insieme e contemporaneamente, principi operanti. L’artista sembra proporci  la porzione della superficie di un fiume di lava appena emerso dalla Terra che, a contatto con l’aria, si è subito raffreddato, annerito e quasi solidificato in superficie, ma che attraverso cretti lascia intravvedere, in lento e fluido scorrere, materia ancora in fusione.

 

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

Paolo Bacchio

 

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Magma - 2004

Gretto composto da gesso, legno, smalti industriali 

cm. 107 x 77

 

Enrica Mogavero

 

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Il Fuoco, Elemento Primordiale - 2004

 Tecnica mista

cm. 85 x 70

IL FUOCO, ELEMENTO PRIMORDIALE

 

In un'atmosfera irreale da “primo giorno della terra”, il fuoco erompe e si innalza vigoroso, irraggia luce e colori su gli altri elementi primordiali: l’aria, la terra, l’acqua e con essi diviene parte della potente forza vitale. 

Enrica Mogavero

 

L’Inno Cosmogonico del Rg-Veda narra che “L’Uno è nato per virtù del calore”, intendendo per Uno sia il Principio Primo, fondamento della Creazione, che l’Universo stesso, in quanto Unità, inteso in senso olistico. Il Principio del Fuoco è presente, sottoforma di elevatissime temperature, nella Singolarità iniziale che esplodendo ha dato inizio al processo che nell’epoca attuale viene definito Big Bang: l’istante della Creazione.

 

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 


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...Energia...  

Dipingere mi fa sentire bene, mi aiuta a scoprire la bellezza del mondo che mi circonda e che si rivela ai miei occhi sempre più straordinario.

Quando inizio a dipingere, quello che resta nella mia memoria (un angolo particolare di un giardino o di un bosco, un tramonto, oppure soltanto un sogno ricordato) diventa la mia ispirazione.

Lavoro cullata dalla musica e circondata dai miei amatissimi gatti .

Nella mia pittura trapela il mio mondo interiore: ho interesse per lo yoga, la meditazione, la pranoterapia e nei miei quadri sono spesso presenti quelle entità angeliche in cui credo fortemente.

Caterina Dosio

Caterina Dosio

 

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La danza del Fuoco - febbraio 2004

 Olio su tavola di legno

cm. 70 x 40

 

Beatrice Palazzetti

 

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Energia Terrestre – 2004

 Tecnica mista: lavoro eseguito con due matrici 

(1 matrice: lastra di zinco lavorata ad acquaforte

 2 matrice: lastra di plexigass liberamente lavorata con inchiostri calcografici)

cm. 40,5 x 36

Passione

 

Fuoco nei miei occhi

a guardarti.

Fuoco nelle mie vene

a toccarti.

Fuoco nell’anima

a ricordarti.

Attendo con ansia

il tuo ritorno

per ritrovarmi unita a te,

per perdermi nel tuo abbraccio,

per smarrire la ragione,

per rivivere la passione.

 

Beatrice Palazzetti 2003

 

 

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...Principio...  

Più di 2500 anni fa Eraclito immaginò il mondo come un immenso campo di battaglia in cui nell’incessante fluire e trasformarsi delle cose, continuamente si affrontano tutte le forze. Questa perenne lotta tra elementi opposti, di cui il fuoco è principio e fine, lungi dal generare il caos, è invece governata da un principio regolatore che li mantiene in costante equilibrio e che poco sembra somigliare ai molti Dei-prevaricatori e prepotenti del suo tempo.

Si tratta dunque di una semplice legge naturale, anticipatrice in qualche modo della fisica moderna, oppure egli parla di un’entità superiore con una connotazione più marcatamente religiosa?

Semplicemente, per l’oscuro filosofo di Efeso, il conflitto cosmico apparentemente così caotico nasconde una razionalità, una verità, una ragione che amava definire con una sola parola: Logos.

Giorgio Ricci

Giorgio Ricci

 

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Eterno Logos - marzo 2004

Acrilico, vinavil, inchiostri su tavola

cm. 93 x 83

 

Gabriela Pizzi

 

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Lo Scarabeo

Olio su compensato

cm. 120 x 100

Dalle modalità dell’Origine, scaturisce il Principio. Il Fuoco, secco e caldo, trova naturale dimora nel  Sole; e ne diviene metafora l’antico dio egiziano Chepre: lo scarabeo. Nell’antica lingua del paese del Nilo il verbo Cheper significava “venire al mondo prendendo una data forma”; inoltre, si pensava che il Sole nascesse dalle profondità della Terra, prendesse forma di sfera di fuoco e compisse il suo tragitto. Analogamente, lo scarabeo stercorario trae dall’informe una pallina nella quale depone il proprio seme, che poi porta con sé, a simboleggiare il percorso del Sole ed il potere autocreativo.

 

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 

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...Parola...  

Spietata aurora ha trucidato i sogni

Negli occhi disperati della notte

E versa tra le nebbie arroventate

Uno stridente strazio interminato

 

Dolente musa inaugura un calvario

Che dagli ardenti abissi invoca e grida

Ma cieca si contorce la speranza

Tra le feroci fiamme del mistero.

 

Gabriella Vai

Gianni Gianasso

 

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Ardore - marzo 2004

Acrilico e olio su tela

cm. 80 x 100

 

Dalle profondità del nulla come simbologia dell’oltre e del sublime, Gianasso crea “Ardore” come unico soffio dell’essenza primordiale rappresentato attraverso la raffigurazione di un volto dai contorni perfetti, dallo sguardo pietrificato e dall’aria rarefatta; un volto simbolico, inquietante, dall’identità enigmatica realizzato attraverso un realismo così perfetto quanto surreale, un volto che compare da un’altra dimensione, senza tempo e senza età caricandosi di mistero e attesa. Un’immagine   di forte impatto emotivo, che l’artista interpreta per il Fuoco come sorta di energia vitale interiore, come sorta di nascita e… rinascita definendo con eccellente tratto pittorico l’intenzionale monocromia che circonda l’unico elemento che cattura l’osservatore: il Fuoco come segno vitale, come metafora dello spirito, metafora delle passioni e linfa dell’intelletto. Un’opera ammaliante da cui non si può distogliere lo sguardo, dalle campiture nitide e dalla sagoma tagliente in cui si sommano in un solo momento il concetto di creazione e il potere dell’immaginario attraverso la formula poetica di una pittura eletta.

Elisa Chiarenza


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...Potenza...  

Francesco Ferlisi

 

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Fonti di Energia - 2004

 Olio su tela

cm. 100 x 70

Dalla poesia CALORE VITALE

 

Fuoco,

scintilla calda, luminosa

Non occorre vederti per sentirti

Ci sei e la Natura di te s’accorge

E di te m’accorgo anch’io.

 

Ti scorgo nel fulmine

E intuisco la tua potenza

 

Vedo l’impronta lasciata dal tuo

passaggio

Accendi grandi vulcani e alimenti

piccoli bracieri

Scaldi il cuore della terra

e il cuore degli uomini

[…]

Francesco Ferlisi

 

Il Fuoco

Scruta la luna intimidita

nella notte di nuvole rabbiose

dai petti irrobustiti

farsi salutare da un tuono.

Saetta come serpente di luce

figlio del tempo magico

occhi vedono s’infiammano

e tu notte svestita

ti abbandoni a una piccola fiamma.

 

Le spighe di grano si agitano

come onde di mare grosso

apri spazi di mondi sacri

porti ardore all’animo che riposa

divampano coraggio e passione.

 

Misterico e impetuoso prendi dentro

fai arrossir gote e guance di passione

lingue colorate danzano al vento

natura e uomo

si vestono di fuoco.

Michele Andrisani 2004

Michele Andrisani

 

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Il Fuoco - 2004

olio su tela

cm.100 x 100 

 

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...Archetipo...  

Angelo Mazzocca

 

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Grande Fuoco Sacro - 2004

 Tecnica mista: collage, acrilico, olio

cm. 80 x 60

Introducendo l’Opera di Mazzocca, nel 1969, così scrive Georges Mathieu: “Ciò di cui noi abbiamo bisogno non è una rivoluzione, è un rinascimento. Non soltanto di un rinascimento artistico all’italiana, ma di un rinascimento spirituale”.

Condivido questo auspicio, per la cui realizzazione l’Artista si è rimboccato le maniche e ci ha regalato un fuoco affollato come un sogno: un fuoco che genera e ri-genera, ardendo nell’interiorità universale ricca di simboli e archetipi; e purifica, bruciando le “cose” appesantite da una quotidianità reificata e portando alla luce “Principi”.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 

EGLI E' SAGGIO

 

Egli è Saggio
Conosce tutti i mondi, può volare
ed è libero
Egli Opera
ma nessuno Sa della sua Opera
E’ invisibile
Egli è Potente
ma nessuno Sa della sua potenza
Non è di questo mondo.
Egli è come un Fuoco Antico
ma i suoi simili lo chiamano
VECCHIO

 

Paola Fabbri

Paola Fabbri

 

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L’Alchimista - 2003

 Olio, acrilico e filo di rame su tavola

cm. 120 x 80

 

 

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...Metamorfosi...  

Alfredo Raponi

 

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Fucina Primordiale - febbraio 2004

Polimaterica su tela su tavola

cm. 60 x 60

Dallo Scritto di commento critico dell’opera "FUCINA PRIMORDIALE

 

È un rapporto da sempre difficile quello dell’artista con il Fuoco.

Controverso. […]

Nella fucina primordiale il popolo dei nani lavora, Alberico batte il ferro e lo piega come piegherebbe il mondo se potesse uscire da lì, ma la fucina ha pareti adiabatiche dove il fuoco si infrange ed il calore é riflesso.

 

Fuori domina la Terra.

Il fumo carbonioso si muta in graziose chiome arboree nell’abbraccio con l’Aria.

 

Ma l’artista da che parte sta?

 

Cosa nasconde Raponi nella borsa, la lira di Orfeo o il flauto di Dioniso?

Savino Savini

 

In quest’opera forme primordiali si fondono con la materia creando un rapporto metamorfico. La precarietà degli elementi è protetta e dominata dal rosso e dalle sue trasformazioni cromatiche e materiche, evidenziandone la sua forza.

Il Rosso è visto come energia nuova, come frammento di vita e di passione, come protezione di uno stato d’animo... fragile e precario.

E’ la forza espressiva degli elementi poveri utilizzati, ...è carica poetica e romantica.

 

Tiziana Prosperi

 

Tiziana Prosperi

 

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Frammento Rosso - 2004

 Cera, carta e olio su legno

cm. 60 x 50 complessivi 

(2 pezzi da cm 30 x 50 ciascuno)

 


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...Natura...  

Roberto Rossi

 

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Lago vulcanico

Olio su tavola

Cm. 60 x 80

 

Ho voluto rappresentare l’uomo e la sua consapevolezza nell’usare l’energia del fuoco che illuminerà poi il suo buio e lo accompagnerà nella ulteriore evoluzione.

Prima ancora della scoperta del fuoco un uomo pimitivo è seduto nei pressi di un lago vulcanico, sopra alla carcassa di un animale preistorico ucciso da una fumarola di gas venefico, tra concrezioni laviche e ossa bianche e già si interroga.

Roberto Rossi

Immagino l’opera di Roberto Rossi diluita attraverso un’irreale paesaggio desertico, isolato, silenzioso, dove l’unico rumore che si ode è il crepitio delle fiamme alle spalle del personaggio in primo piano pensieroso e assorto, forse in attesa o forse spaventato dell’avvicinarsi dell’incendio che scorre sul filo dell’acqua; un personaggio perplesso e inconsapevole, come indica lo stesso artista, dell’evento futuribile e delle potenzialità a cui al momento si sottrae…distratto. Un’ opera che si presenta mediante  un paesaggio dall’atmosfera rarefatta e compita, dal tratto pittorico delicato e velato, da una gestualità meditata e sognante tenuta da una tecnica inizialmente all’occhio approssimativa ma in seguito dettagliata e descritta, carica e suggestiva. Un’opera impalpabile, dunque, rivolta all’essenza della vita, che va oltre le percezioni fisiche per assurgere ad un mondo onirico liberato alla pura origine in cui chiaro e scuro, luce e ombra si suddividono l’idea una sopravvivenza unica e perfetta. 

Elisa Chiarenza


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...Nigredo...  

Gli alchimisti definiscono sé stessi “Filosofi per mezzo del Fuoco”. In effetti, il Fuoco, sia materialmente che come Principio, è fondamentale in tutte le fasi dell’Opera.

L’Opera Alchemica viene tradizionalmente suddivisa in tre fasi Principali: Nigredo, Albedo e Rubedo. Nella fase di Nigredo (detta anche: “Opera al Nero”) l’Operatore (o Artista) ha di fronte la Materia Prima con le sue impurità che, interiormente, echeggiano nei metalli di cui è necessario che egli stesso si “alleggerisca”, poiché ciò che è pesante non può salire.

L’Artista ci offre un quadro materico Nero su Nero, ed un Fuoco (forma triangolare in basso a sinistra) ricavata da un ferro arruginito: appunto, un fuoco che opera (così intensamente da rispecchiarne essenza e sostanza) sul metallo ancora impuro.

Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)

 

M.Teresa Cazzadori

 

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Origini 

tecnica mista su legno e ferro

cm. 100 x 90

 

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Loretta Vertenzi

 

Davanti al fuoco - 2004

(Polittico)

Olio e cere su carta telata 

cm. 42 x 110

 

 

In quest’opera è rappresentato il punto di vista del Fuoco. Immaginiamo di essere il fuoco che arde in un caminetto e di avere delle persone davanti a noi. Sui loro volti i riflessi rossastri di cui noi stessi siamo origine. Cosa stanno pensando? Quali emozioni stanno vivendo? Che relazione c’è fra noi (Fuoco) e loro (Persone)?

Il Fuoco opera all’esterno di loro e i suoi riflessi sui volti paiono evidenziare un altro Fuoco, interno, che lavora dentro di loro. Il Fuoco di fronte al quale si trovano fa loro da specchio: nel fuoco possono scorgere sé stessi e la propria elaborazione interiore. È il primo fuoco dell’Opera; il punto di partenza; la consapevolezza di ciò che è, di ciò che si é.

Il fuoco non mette in evidenza solo ciò che illumina, ma anche l’Ombra, complementare alla Luce.

 Flavio Manni (Centro Studi Alkaest)


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...Albedo...  

Rosy Maccaronio

 

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La Fiamma Sacra del Cuore - Marzo 2004

Macauba (Brasile), cristalli incastonati

cm. 70 (altezza) x 22 (Larghezza) x 10 (Spessore)

Da "LA FIAMMA SACRA DEL CUORE"

 

Fuoco femminile, meditativo.

Il viola è associato alla visione e alla sensibilità sottile […] Dalla verticalità della scultura, con sinuose ondulazioni emergono le fiamme, grandi tagli di luce sono creati dalle fessure in un gioco di aperture, finestre aperte alla realtà.

Le fiamme si innalzano nel cielo, la materia si eleva e diventa preghiera, essenzialità sublimazione, fiamma viva della luce vera; la fiamma sacra che purifica il cuore, l’ascolto femminile, l’azione interiore dell’ Anima. I cristalli ricevono la luce e la irradiano […]

Ondulazioni vibranti e morbide creano un respiro spaziale che armonioso accarezza l’atmosfera circostante che diviene accogliente; evoca il cielo notturno tempestato di stelle, associato alla Madre Cosmica e all’intuizione latente femminile.”

Rosy Maccaronio

 

 

Da “Il fuoco è l’ardore”

[…]

Il fuoco è l’arte di bruciare le scorie

e scoprire il corpo di gloria

Il fuoco è vincere la passività

e non essere più vissuto

ma divenire volontà solare

fuoco concentrato

stabile

fisso

imperante

Il fuoco è lo sposalizio Alchemico

Zolfo e Mercurio

Sole e Luna

Uomo e Donna

Re e Regina

e il figlio è padre – madre

è tiphereth

lo sposalizio celeste

Il fuoco è sperimentazione

Di tutto questo

Domenica Tamanti

Domenica Tamanti

 

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Il Fuoco pervade tutto anche le ceneri

legno, vetro, stagno

cm. 40,5 x 40,5

 

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...Rubedo...  

Barbara Rotini

 

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Rubedo - gennaio 2004

Vetrofusione

cm. 70 x 50 (opera senza cornice)

85,5 x 65,5 con cornice

IL FUOCO […] è sempre stato presente nella mia vita. Perché il fuoco è anche passione, calore, forza naturale e vivificante, trasformazione, alchimia ...e da qui RUBEDO”, una fase del processo alchemico dove gli elementi che si impiegano per trasformare la materia assumono una colorazione rossa. […] Immedesimandomi in una moderna alchimista e sperimentatrice che prende spunto dalla natura […] che dà movimento […] che eccita l’aria […] che eccita il fuoco. Tutte queste caratteristiche ho cercato di ricrearle nel mio quadro, che ho realizzato grazie anche all’ausilio del “calore”. Il mio lavoro è infatti una vetrofusione eseguita in varie fasi di lavorazione, terminando con una cottura ad 800°.

Barbara Rotini

 

 

“Sole morente sole nascente” nasce dall’idea di unità simbolico-magica del sole che muore e che nasce, del sole in eclisse e tramonta (simbolo di morte) e del sole che porta con sé la luce (simbolo di vita).

Le due metà, l’una nera l’altra rossa, rappresentano il “sol niger” che segue il suo contrario. Alla fase di “nigredo”, a cui corrisponde la morte e lo stato doloroso di separazione e di solitudine, fa seguito […] l’unione dei contrari […]. E l’unione dei “contrari” è posta al centro della tela, in quella striscia di oro, metafora della unione simbolico-magica degli opposti. L’oro in alchimia corrisponde allo stadio ultimo del processo alchemico o opus alchemico, ossia al quarto stadio o fase di “rubedo”. E dato che alla quarta fase segue la prima, la “nigredo” o fase della materia al nero […] seguendo il ritmo della ciclicità, il simbolo di tale andamento ciclico è la ruota […].

Antonietta Ciavarella

Antonietta Ciavarella

 

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Sole morente sole nascente - 16 febbraio 2004

 Creta, acrilico, foglietta d’oro, pigmento d’oro

diam. Cm. 70

 

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...Sogno...  

Sergio Gotti

 

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