Arte nel Solstizio
d'Estate
2005
Il catalogo |
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V edizione del Premio Artistico "Festa d'Estate"
Anima
nell'Arte
"LUOGHI"
INTERIORI
a
cura di
Flavio
Manni e Paolo Picozzi
Trestina, Città di Castello (PG)
18 - 25 giugno 2005
Pubblicazione a cura della Casa
Editrice Edimond Città di Castello
Nella Collana "I Quaderni
di Alkaest" |
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Vi
sono luoghi speciali. Spesso si tratta di
luoghi Sacri, o che sono percepiti come un
Simbolo. La loro caratteristica è quella di
essere considerati al di là della ben definita
connotazione geografica, poiché sembrano aver
assunto anche una qualità emozionale.
Santiago di Compostella è uno di questi luoghi,
meta da secoli di un pellegrinaggio che significa
raggiungere a piedi, lungo un percorso che si
snoda per centinaia di chilometri, il Santuario di
San Giacomo. La cittadina spagnola fu considerata
il centro di diramazione della Sapienza ermetica;
saggi e sapienti di tutti i paesi vi soggiornavano
temporaneamente e perciò divenne libero punto di
incontro fra religioni e culture, meta ambita da
chi cercava una formazione non dogmatica. Il Pecten
Jacobaeus, detto anche Conchiglia dei
Pellegrini, è il simbolo del Santo e di
coloro che compiono il pellegrinaggio. Di
personaggi come Nicolas Flamel, Raimondo Lullo e
Basilio Valentino, si dice che abbiano iniziato la
propria attività alchemica solo dopo aver
compiuto il viaggio a Compostella. Il luogo
geografico diventa Metafora; esiste nella realtà,
ma sia le persone che vanno a Santiago, sia quelle
che lo lasciano, ne portano dentro di sé il
potente significato.
In
questo senso, la Fine del percorso assume la
valenza di Nuovo Inizio. Ciò è valido anche per
il pellegrino che come unico scopo ha quello di
compiere il viaggio per rinnovarsi ed iniziare una
nuova vita. Perciò
il quadro di Dongu, che ci ha offerto lo spunto
per questi riferimenti, ben si colloca ad iniziare
dalla sua conclusione il nostro percorso.
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Paolo
Dongu

Lo strano cammino… “finisterre”- 2004
olio su multistrato
cm 100,5 x 73
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“…La
tradizione vuole che raccogliessero una
conchiglia
a
testimonianza della meta raggiunta!” |
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Uomo
e Lupo si incontrano, si compenetrano e
paiono essere fatti della stessa sostanza.
Si tratta di una relazione antica,
generalmente conflituale; ma il lato opposto
della medaglia ci mostra una relazione
atavica, profonda e misteriosa.
Se
c’è un luogo del Lupo è l’Arcadia,
culla di culti misterici, e custode di
pratiche sciamaniche dal ricordo delle
quali, secondo gli studiosi classici,
trassero origine le leggende (o le verità)
sui licantropi, i temuti Uomini-Lupo. Da un
luogo geografico a un luogo
dell’immaginario collettivo; comunque,
dentro ciascuno di noi c’è il Lupo, uno
dei volti nascosti dell’uomo. |
Paola
Fabbri

Lupo – 2000
Grafite, acrilico e olio su tavola
cm. 100 x 60 |
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Sergio
Saccomandi

S. T. – 1999
acrilico su carta
cm. 100 x 80 |
Lettera
di accompagnamento all’opera
Questo
quadro può essere integrato in
un’avventura di viaggio interiore,
affascinante, sicuramente particolare.
Al
risveglio, dopo l’operazione chirurgica al
cuore nel maggio 2004, l’anestesista
stimolandomi a dire “qualche cosa”, le
ho recitato l’ultima battuta da “Le
sedie” di Jonesco, causandole un
momentaneo smarrimento.
La
battuta è questa:
“…Capita
di sognare. Ti lasci prendere. Credi al tuo
sogno. Lo ami.
Al
mattino, riaprendo gli occhi, due mondi si
mescolano ancora, i volti della notte
sbiadiscono nella luce…
Vorresti
ricordare, trattenerli. Ti scivolano tra le
dita. La realtà brutale del giorno li
respinge…”
È
vero: talvolta il teatro si confonde con la
vita,
saluti
Sergio
Saccomandi |
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In
un mondo senza spazio e senza tempo un uomo
si abbandona ad un sonno sereno ed ecco che
dal suo copricapo, quasi fosse il custode
della sua memoria, un lembo si scioglie e,
scivolando sul suo corpo, dà vita ad un
labirinto di ricordi: l’infanzia, la
gioventù. Gli eventi si ritrovano come foto
tra le pareti che pian piano vanno
sgretolandosi.
Un
sobbalzo… e l’immagine emblematica di un
quadro di Magritte (“La Memoria”) porta
la mia anima in un mondo dove il tempo è
scandito da misteriosi meccanismi che
regalano ore di amore, gioia e speranze (il
barbagianni, simbolo di speranza
nell’antica Grecia).
Sergio
Gotti |
Sergio
Gotti

“La
Memoria”
Olio
su tela
Cm.
80 x 60 |
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Raccolti.
In un pensare profondo.
Dentro,
da qualche parte, c’è la memoria
biologica e primordiale dell’origine.
È
solo intuizione, perché è calarsi in un
tempo che non conosceva parole.
È
andare nel luogo più antico che abbiamo
dentro di noi.
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Simonetta
Fontani

S.T.
tecnica mista
cm. 100 x 80 |
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Giuseppe
Cosenza

Anima
Mundi
2003 –
Mista e olio su tela
cm. 100 x
100 |
Non
è sogno.
Né
ricordo:
La
realtà e la visione
si
sovrappongono e si compenetrano.
Anima
Mundi, l’Anima del Mondo,
il
luogo da cui tutto trae energia per essere.
Il
seme della Realtà. |
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Vortice
Luogo
profondo, ingoia chi vi precipita…
Abbandonati,
smarriti…
Cullati
nell’illusione…
Morena
Marchesini
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Morena
Marchesini

Vortice – 3 marzo/12 aprile 2005
resina bagnata in bronzo dorato
cm. 32 x 27 x 38 h
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Beatrice
Palazzetti

Connessioni
Emotive -
2001
olio su
tela
cm. 100 x
70 |
Connessioni
Emotive, come tutti i miei quadri, rivela un
mondo immaginario.
I
miei lavori rappresentano echi dal profondo
che esprimono la mia interiorità:
sentimenti, emozioni, sensazioni in un
insieme di armonia compositiva (linee,
forma, colore).
Beatrice
Palazzetti
“…Sono
atmosfere irreali, lontane, neppure dentro
un sogno, ma alla soglia: tra veglia e
sogno, in un misto leggerissimo di spazi
onirici e realtà reinventate…”
Aldo
Onorati
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Lucia
Pieroni

Trasfigurazioni
– aprile
2005
Olio su
compensato
cm. 75 x
63 |
E
poi che è se non una piccola
scatola
in
cui alla rinfusa ho
cercato
di infilare un po’ tutto…
gli
affetti, i sogni, le paure…
le
delusioni
Un
interiore che spinge verso
un esterno che lo penetra
in
continuazione…
e
sono i luoghi a me cari
perché
da questi arrivano le
mie
radici, ma anche i miei
rami…
[…]
Lucia
Pieroni |
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Il
titolo dell’opera riporta l’iscrizione
latina che appare sull’architrave del
porticato, sopra l’ingresso della chiesa
di Rennes-Le-Chateau, piccolo villaggio
della Linguadoca.
“Questo
luogo è terribile”.
A
volere quest’iscrizione fu Bérenger Saunière,
parroco del villaggio, che intorno alla fine
dell’800, dimostrando improvvisamente una
disponibilità economica incredibile per un
modesto prelato di campagna, rimodernò la
chiesa del paese e realizzò altre opere
pubbliche.
La
leggenda vuole che fosse diventato custode
di un “Terribile Segreto”. Negli
innumerevoli saggi su di lui e su
Rennes-Le-Chateau, si nominano spesso il
Santo Graal, la dinastia Merovingia, il
Priorato di Sion, oppure un favoloso tesoro
nascosto. Difficile sapere la verità che
Saunière si è portato nella tomba.
Il
riferimento ai fatti storici è fornito solo
dal titolo, che è soltanto un’ allusione,
sufficiente però ad immaginare, e dare una
valenza all’emozionalità di forme e
colori, in un’opera che può, perciò,
essere completata dallo spettatore. |
Paola
Manni

“Terribilis
Est Locus Iste” –
1992/2005
acquerelli
su carta
cm. 70 x
50 |
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Maria
Teresa Cazzadori

Enigma
Tecnica mista su legno
cm. 80 x 100 |
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Considero i miei lavori artistici, sempre
più come un terreno su cui sperimentare,
(potrei dire con cui sperimentare,
perché io e le mie opere diventiamo una
cosa sola) materiali delle più svariate
composizioni ed origini. La mia azione si
sviluppa, su superfici molto resistenti e
scabre. Su di loro scopro un universo
indecifrabile e complesso, costituito da
infinite tracce e segni, che abbozzano mondi
poetici di straordinaria sensibilità;
tracce e segni che affascinano me, prima
dell'osservatore, tanto da coinvolgermi in
una contemplazione non solo estetica, ma
soprattutto interpretativa che spesso mi
proietta in una dimensione di misticismo
debole ma significativo.
La
pietra, il ferro, la terra, il gesso e
quant’altro si trova in natura, avente le
caratteristiche per essere modellato, o
manipolato, unito o frantumato, con
procedimenti fisici o chimici, manuali o
meccanici, tutto ciò fa parte di un
macrocosmo dentro il quale sento la necessità’
di sperimentare le mie intuizioni emotive.
Una tela, un foglio, un muro, una tavola,
una lastra, superfici su cui posso operare,
lasciano libera la mia fantasia nella scelta
dei materiali e delle soluzioni grafiche.
Tutto questo rappresenta, per me, un inno al
desiderio di conoscere, di provare, di
scoprire che si consolida in un inno alla
libertà. È un’esigenza che riesce a far
risalire dai meandri della memoria, realtà
apparentemente dimenticate o sogni
intensamente vissuti. Ritengo che il mio
lavoro possa essere interpretato come
derivante da un atteggiamento di automatismo
istintivo o di abbandono emozionale, perché
esso si manifesta per mezzo di un processo
che riesce a far convivere il gesto ed il
progetto, la ragione ed il sentimento. E
come ho all’inizio scritto, talvolta mi
proietta in dimensioni che superano
l’automatismo emozionale.
In
questa occasione la sintesi delle mie
emozioni ha procurato la realtà qui
presente che ho chiamato: ENIGMA.
Maria
Teresa cazzadori |
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Maria Rita
Ferrini

Viaggio – 10. 4. 2005
tecnica mista su tela
cm. 100 x 70 |
Scritto
incorporato nell’opera
Il
fuoco anima,
la
terra dà sensazioni.
L’acqua
dà il linguaggio,
l’aria
il gusto,
la
nebbia la vista,
i
fiori l’udito,
il
vento l’odorato…
Non
si può mai andare fino in fondo
Al
mistero dell’anima.
Maria
Rita Ferrini |
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Dallo
Scritto “Luoghi Interiori”
“[…]
E
se provassimo ad esplorare un luogo
dell'anima? Vedremo la terra natia, la
famiglia, la malattia, l'amore di un uomo e
una donna, gli amici, il silenzio ed ancora
... tutto quel che affiora tra le pieghe di
una vita.
Spesso
sembra che questi luoghi non siano mai
esistiti. Eppure in un preciso istante ne
abbiamo prima percezione e poi
consapevolezza, ed allora, solo in quel
presente, ... sono.
...
sono una stanza da letto fresca e ventilata.
Dalle imposte semichiuse filtra prepotente
il sole ... È
un pomeriggio estivo, e noi bambini
riposiamo sereni, in attesa che la calura
della stagione si smorzi.
[…]
...
sono il mare in cui ci siamo persi, e le
isole in cui ci siamo ritrovati.
...
sono scoprire che anche i rilievi aspri, le
superfici rugose, le spigolosità hanno un
loro incantato significato.
I
luoghi interiori, come isole bianche, alcune
conosciute, molte no.”
Davide
Alborghetti
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Davide
Alborghetti

Isole (particolare) –
2005
composizione in alabastro
cm. 100 x 200 x 460 |
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Antonio
Farina

Luoghi
Interiori - 2005
Olio
su tavola
cm. 90 x
90
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Incontrare
il silenzio
Potesse
il corpo quanto all'anima è dato
penetrare
paesaggi interiori, riedificati
dalla
memoria che, con il solo lampo dell'occhio
fisso
a questo dipinto,
sa
ricostruire l’architettura del passato
dissolvendo
la nebbia del tempo.
Così,
cancello gli anni chiassosi
della
mia fanciullezza immersa nei canneti
a
caccia di ranocchi, e tendo il cuore
nell’intrico
dei rami per scoprire
a
questa età come abitare il silenzio
della
natura.
Nello
Rosolino Rosolini |
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La
forma geometrica del quadrato caratterizza
fortemente le opere di Kayoko Kamio, che fu
la protagonista, e vincitrice nel 2001,
dell’edizione “Sacro, Misterico, Magico:
LA TERRA”.
Sembra
volerci dire, con una sottigliezza vicina al
suo spirito orientale, che se allora la
Terra fu Simbolo, ora lei vuole ribadirla,
attraverso la forma-quadrato, come Luogo.
Viene da pensarlo, poiché quest’opera si
pone in continuità, sia tecnica che
formale, con la precedente.
Istintivamente,
viene da collocarla fa quelle opere che
hanno anche una valenza di autoriferimento:
l’opera stessa è LUOGO.
Riflesso del luogo intimo, ma, anche
se fatto oggetto ed esternato, comunque
realtà autonoma e a sé stante. |
Kayoko
Kamio

S.T. - 2004
olio su tela
Cm. 95 x 95 |
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Luogo
interiore
Luogo
intimo, di rifugio, di ascolto…
Necessario
per accogliere è fioriera di sviluppo.
Lontano
e vicino per entrare dentro noi stessi.
In
questo luogo ci ritroviamo per coltivare in
pienezza;
luogo
di fecondità dove ogni sgno trova la sua
risposta
e fluisce e porta nuovi doni e nuove
intuizioni
come una cornucopia ricolma, fluisce
come
acqua che rigenera, centro vitale della
nostra
essenza.
La
chiamo sorridendo “La chitarra degli
Angeli”
Perché
mi ricorda i suoni più sottili che
appartengono
All’anima
al “suono interiore” della vita.
Rosy
Maccaronio |
Rosy
Maccaronio

Armonia - 2005
Marmo |
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Lila
Iatruli

Particolare
di ali di farfalle -
2003
olio su
tela
cm. 100 x
100
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Ingrandire
un particolare fino a rendere impossibile la
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