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Ecco
che ci ritroviamo, dopo un anno, a
percorrere insieme un nuovo tratto di
strada, e già è il momento di salutarci.
Ma
la consueta aria di festa, la mostra
d’arte e questo volume che la rappresenta,
sono la prima tappa di un viaggio che
continua in novembre col libro che raccoglie
le poesie, i testi in prosa e i bozzetti, e
che sarà l’occasione per una riflessione
più approfondita sull’intera esperienza.
Comunque,
anche la seconda tappa non sarà l’ultima,
perché ce n’è una terza.
Voglio
dire che, Mostra, Catalogo, Libro, dibattiti
e inaugurazioni sono solo alcune parti di un
Intero; e l’Intero è la
Manifestazione Artistico-letteraria nel suo
complesso.
Di
questo Intero Non fanno parte solo
Organizzatori, Editore, Artisti, Poeti e
Scrittori, ma anche il Pubblico, cioè voi
che, partecipando, fate si che le iniziative
di Alkaest siano vive e possano comunicare.
Perciò
la terza tappa, che conclude il viaggio,
siamo tutti noi e quello che ciascuno di noi
conserva dentro di sé dell’esperienza nei
Luoghi Interiori.
Solo
dopo questa elaborazione personale la
manifestazione ha raggiunto il suo
obiettivo.
In
più di una occasione ho sottolineato il
fatto che, secondo noi, l’opera d’Arte
rappresenta il modo che l’artista ha
scelto per testimoniare la propria
esperienza, uno dei tanti possibili fra gli
infiniti modi di vivere. Quando l’Artista
si racconta e descrive l’esperienza che lo
ha portato all’opera, otteniamo qualcosa
di più di un quadro da appendere o di una
scultura da collocare. L’opera è un modo
proprio di chi ha scelto di fare
l’Artista, ma la struttura
dell’esperienza può essere condivisa e
comunicata.
Se
questo era vero nei quattro anni dedicati
agli Elementi, quando il tema poteva far
pensare alla necessità di un minimo di
documentazione e di “mestiere”, è ancor
più vero oggi, in riferimento ai Luoghi
Interiori, dato che il libro da
consultare siamo noi.
Già
nel titolo il tema contiene il termine
“Luogo”, che si riferisce ad un ambito
spaziale definito, concreto, che fa parte
dell’esperienza quotidiana di tutti, e
nell’esperienza di tutti è chiaro che
cosa significa trovarsi in qualche luogo, o
andarci.
L’esperienza
di quest’anno propone proprio di
trasferire questa concretezza in
quell’ambito immateriale dove si svolgono
i nostri processi interni. Non immaginare
qualcosa, ispirarsi ad un sogno o ad un
ricordo, oppure interpretare un pezzo della
realtà circostante, ma Andare là
dove si immagina, Andare là dove
si formano i Sogni, Andare là dove
emergono i ricordi, Andare là dove
avviene il processo di percezione della
realtà e, dovunque si sia andati, tornare
portando una testimonianza di come
tutte queste cose accadono e si svolgono.
Intanto,
già dalle pagine di questo volume, possiamo
farci una prima idea di come gli artisti che
vi sono rappresentati abbiano risposto a
questo invito, poi, col Libro che gli si
affiancherà, disporremo di un angolo
visuale più completo.
Arrivederci
dunque, in Novembre.
FLAVIO
MANNI |